Italia: un paese in declino? Ipotesi per l’organizzazione degli eventi seminariali 2004 - di Deigma
18/05/2004 -- Italia: un paese in declino?
Ipotesi per l’organizzazione degli eventi seminariali di Deigma 2004
Premessa
Nelle discussioni che ci hanno accompagnato relativamente alla scelta dei temi da trattare negli eventi seminariali da organizzare nel 2004, due sono stati gli approcci seguiti:
a) indicazione non strutturata di temi “slegati” tra loro ma sui quali converge l’interesse dei soci;
b) individuazione di un grande unico tema sui quali far convergere tutti gli sforzi di approfondimento e di “produzione culturale” dell’associazione per l’anno in corso. Da una disamina dei temi individuati in maniera non strutturata, in realtà, sembra possibile costruire un percorso unitario di approfondimento che ruoti intorno al tema del “declino” dell’Italia. Come è noto, il tema del declino è stato introdotto quasi in contemporanea dalle riflessioni di Banca d’Italia e Censis, fino a diventare “il tema” del dibattito politico e culturale degli ultimi anni. Partito da una riflessione sulla perdita di competitività complessiva del sistema economico italiano, esso si è poi declinato in numerose dimensioni inizialmente tutte di carattere economico tra le quali la crisi della grande impresa, i limiti del modello dei distretti, il deficit di innovazione; successivamente la riflessione si estesa anche alla dimensione sociale (l’impoverimento delle famiglie) e a quella politica (l’eterna transizione del nostro sistema politico). Mi parrebbe opportuno, quindi, concentrare l’attenzione delle attività seminariali di Deigma su tale tema, posto in forma dubitativa (rimaniamo una delle potenze economiche mondiali), come un classico enigma da disvelare. Sulla base delle indicazioni pervenute in maniera asistematica dai soci, il tema declino potrebbe essere declinato in quattro dimensioni. Politica (o in altri termini: “Italia: un paese in declino politico?”) Qui mi sembra utile riallacciarsi alle riflessioni di Ceccanti (di cui peraltro è in uscita un libro recensito oggi sul Corriere della Sera), circa la modernità di comportamento e atteggiamento dell’elettorato italiano, capace di orientare le proprie scelte sulla base di una valutazione a-ideologica delle diverse piattaforme politiche. In questo ambito l’Italia non può essere considerato certamente un Paese arretrato. Sarebbe, peraltro, interessante allargare la riflessione su altre dimensioni; i meccanismi di selezione del personale politico (la Gruber come capolista alle europee!!!!!) e il processo di riforma istituzionale ed elettorale di cui si occupa lo stesso Ceccanti nel suo libro in uscita. Economia (o in altri termini: “Italia: un paese in declino economico?”) Qui mi riallaccio alle proposte di Andrea Bianchi sull’analisi del modello dei distretti; potrebbe peraltro essere interessante nella stessa occasione associare la “provocazione” di Taiti circa la “leisurizzazione” del nostro Paese, come centro mondiale del leisure e del wellness (è sufficiente a compensare il declino nel settore manifatturiero?). Tecnologia (o in altri termini: “Italia: un paese in declino tecnologico?”) Qui mi riferisco alla proposta di Mauro Di Giacomo relativa all’open source. La tematica è infatti centrale e richiederebbe una maggiore consapevolezza “politica” per l’implemantazione di interventi pubblici di sostegno e consolidamento (invece alcuni nostri leader romano-africani sposano a occhi chiusi – e tasche aperte – la logica amerikana della Microsoft. Sociale (o in altri termini: “Italia: un paese in declino sociale?”) Qui mi riallaccio senz’altro alla riflessione di Nadio Delai circa il presunto impoverimento delle famiglie italiane (impoverimento in conto economico e arricchimento in stato patrimoniale, per chi ha uno stato patrimoniale – 70% famiglie italiane). Potrebbe essere interessante associare a tale riflessione circa il tema della de-natalità e della capacità del nostro Paese di attrarre flussi migratori.
La cosa mostrata