Anno II Numero 69 del 10/03/2011
associazione culturale impegnata nella promozione di studi e ricerche sociali ed economiche

Qualche idea e qualche pista di ragionamento per Deigma - di Fabio Taiti

23/10/2003 -- ho riflettuto sui discorsi fatti ieri sera al battesimo di Deigma, e vorrei qui proporti “a titolo di contributo puramente esemplificativo” qualche pista di ragionamento. Come ho detto durante il simpatico incontro che ci ha visto ieri sera riuniti; sono convinto che abbiamo poco tempo per provare a “mostrare la cosa” (per ora troppo generica, troppo prudente e troppo seriosa) che sembra covare dentro il guscio di Deigma.....


Caro Presidente e caro Carlo,
ho riflettuto sui discorsi fatti ieri sera al battesimo di Deigma, e vorrei qui proporti “a titolo di contributo puramente esemplificativo” qualche pista di ragionamento.
Come ho detto durante il simpatico incontro che ci ha visto ieri sera riuniti; sono convinto che abbiamo poco tempo per provare a “mostrare la cosa” (per ora troppo generica, troppo prudente e troppo seriosa) che sembra covare dentro il guscio di Deigma. Il rischio che bisogna evitare è infatti quello di perseguire troppi obbiettivi con poche risorse, e perciò di indebolire rapidamente la carica motivazionale tipica dello stato nascente. Vorrei, perciò, contribuire con qualche idea a definire il tracciato di questa prima delicata, ma anche entusiasmante, fase di avvio. L’obiettivo strategico deve essere a mio avviso:
  • specificamente culturale, nel senso di portare innovazione al modo di analizzare situazioni economico-sociali e di proporre tracciati di evoluzione;
  • decisamente spregiudicato, nel senso di indicare con lucidità e senza troppi vincoli e prudenze il “cuore della cosa da mostrare”;
  • possibilmente brillante, nel senso di ragionare e proporre con molto senso di “humour” e del limite;
  • ovviamente identitario, nel senso di essere riconoscibile come fisiognomicamente discendente da quel tipo di imprinting che (giustamente) si chiama scuola Censis;
  • necessariamente elevato, nel senso di avere l’ambizione di guardare avanti e di pensare in grande, com’è solo possibile a un gruppo di persone libere e serie come i soci (ex Censis e non) riunite sotto l’insegna Deigma. Provo ad esemplificare per uscire dalle formule. Per “mostrare le cose”, si potrebbe per esempio lavorare ad una specie di operazione di marketing del cosiddetto “sistema Paese”, il quale ha infatti come noto un urgente bisogno di “riposizionamento” nei nuovi scatenati scenari della competitività (globale e locale). Con ogni evidenza stiamo, infatti, dentro la magmatica e turbolenta fase di avvio di un nuovo ciclo mondiale dell’economia, delle società e dei “paesi”, e dobbiamo porci - come sistema Paese - il problema non tanto della berlusconiana “Italia che vorrei” quanto piuttosto di quella che “potremmo provare a volere”. Si potrebbe provare a lavorare su almeno tre piste:

    a) Inventari (Metodo SWOT)
  • emergenze strutturali (Acqua, Energia, Dissesto idro-geologico, Terremoti, Clima, etc.) anche solo per fare gerarchia di priorità condivise e meccanismi distributivi di investimenti e finanziamenti;
  • faglie di rottura sociale (demografia/immigrazione; nuove e vecchie generazioni; struttura dell’occupazione e nuovo welfare; rinnovo urbano e sviluppo rurale; formazione di cittadinanza e accesso ai saperi evoluti della competitività, etc.);
  • gambe del nostro sviluppo prossimo venturo (settori maturi da rivitalizzare, moda, alimentare, etc.);
  • trasferimento tecnologico e creazione di impresa - vedi Piero Angela -; wellness; turismo e leisure etc.).

    b) Mappe
  • ricostruzione territoriale dei tre punti precedenti per disegnare una geografia (probabilmente nuova) del nostro sviluppo;
  • individuazione dei flussi di fuga verso altri collegamenti (imprese italiane all’estero, nuove direttrici di scambio, imprese estere in Italia, luoghi di mercato e luoghi di produzione, etc.);
  • posizionamento delle “non più nicchie e non ancora sistemi” e delle “nuove nicchie”, etc.

    c) Interessi e Rappresentanze vecchi e nuovi, per capire (dietro le fumisterie della seconda Repubblica, delle riforme istituzionali ed elettorali, del bipolarismo e della devoluzione, etc. etc.) quali ostacoli; quali varchi e quali alleanze si possano sperimentare per dare senso e percorribilità alla nostra (assopita) voglia di futuro.
    Questo ipotetico tracciato potrebbe ben alimentare un ciclo di lavoro almeno triennale:
  • sovranamente indifferente rispetto alle scadenze elettorali;
  • onestamente disponibile a dare contributi di idee innovative a tutte le persone intellettualmente ricettive;
  • ambiziosamente orientato a farsi riconoscere come un interessante “cricca” di liberi pensatori.

    Se volessimo provare a dare una riconoscibile “insegna” a questo tracciato di lavoro, potremmo pensarlo e chiamarlo “Italia: voglia di futuro”. Quanto agli aspetti “metodologici” si potrebbe:
  • organizzare 5/6 incontri-dibattito nell’arco dei mesi operativi da ottobre a giugno;
  • introdotti ciascuno su uno specifico argomento: - o delineato provocatoriamente da uno di noi; - o discusso da testimone invitato, serio e di scuola diversa dal Censis; - o demolito da un giovane talento emergente, più di noi avvezzo a “navigazioni” e confronti eterodossi e globali;
  • allietati da un minimo di convivialità gastro-enologica (aspirerei ad un ruolo di ciambellano sommelier da istituire con apposita delibera di Consiglio! Almeno su questo punto vedi un pò cosa puoi fare).

    Ogni incontro potrebbe dar luogo ad alcuni abbozzi di paper, da mettere in rete per raccogliere osservazioni e da collazionare “stagione per stagione” in un dossier da far circolare in una più ampia cerchia di addetti ai lavori.

    Quanto al lobbismo (di alto profilo o di bassa cucina), vorrei che lo considerassimo come un naturale “sottoprodotto” del semplice fatto di incontrarsi (fra noi e con altri) e di stare in rete. Quasi nessuno di noi - prima o poi dovremmo onestamente ammetterlo – è, infatti, uomo (o donna) di potere. Ma l’importante è vivere con intelligenza, se possibile divertendosi.

    Lascio alla tua ponderata valutazione presidenziale ogni decisione su cosa fare di queste paginette (dal cestino alla circolazione in rete). Resto invece disponibile per ogni (eventuale) approfondimento.
    Comunque - a te e ai padri fondatori - felicitazioni e auguri per aver concepito e fatto nascere questa promettente creatura. Ti abbraccio con affetto.
    Roma, 23 ottobre 2003
    Fabio (Taiti)

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