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10) Rispettare e affermare la Democrazia paritaria

L’impegno delle donne, ma anche degli uomini che sono per il rinnovamento e la democrazia interna al PD, deve concorrere ad assicurare con la massima coerenza, e quindi senza eccezioni, che nel Partito “del cinquanta e cinquanta” la presenza paritaria sia rispettata in tutti gli organismi, compresi quelli formati per cooptazione (comunque da ridurre) e siano evitati incarichi monocratici.

E’ diffusa l’insofferenza di tante giovani donne, ma anche di meno giovani, che non vogliono sentirsi discriminate e preferiscono che il loro essere donna sia ignorato nel lavoro, in politica ecc..
Tale atteggiamento, condiviso spesso anche dagli uomini, riduce la spinta verso le politiche di genere e il PD deve affrontarlo perché sia rimosso, dato che costituisce uno dei fattori che fanno dell’Italia un Paese in coda tra quelli europei, anche a causa dei preoccupanti dati sull’occupazione delle donne, penalizzate nelle carriere e nelle retribuzioni.
Per non parlare della scarsa presenza nei luoghi decisionali, (dal Parlamento agli apici nelle carriere pubbliche e nelle aziende private).

Un commento a “10) Rispettare e affermare la Democrazia paritaria”

  • Isabella Lupi ha scritto:

    Io ho partecipato a questo gruppo e devo dire che il concetto di democrazia paritaria è espresso in modo poco chiaro, detto così sembra quasi una contraddizione in termini.

    L’insofferenza di tante donne verso la discriminazione si riferisce al fatto che molte donne ritengono il meccanismo delle quote rosa un atto pur sempre discriminatorio?
    Io leggendo capisco questo, sarà perchè la penso così, ma non mi sembra ben esplicitato.

    Inoltre democrazia paritaria non deve significare 50 e 50 per le cariche elettive, ma incarichi paritari, soprattutto. NON E’ UNA QUESTIONE NUMERICA , che non serve assolutamente a nulla.
    Il fatto è che non ci sono abbastanza donne sindaci, presidenti di province e regioni, segretari di partito o comunque con incarichi importanti.
    E’ da qui che passa un effettivo mutamento dell’immagine della donna, anche per la politica, dove la figura femminile appare troppo spesso relegata ad incarichi minori.
    A me piacerebbe una Finocchiaro segretario, per esempio, o proporre una donna presidente della Repubblica e viceversa un uomo alle pari opportunità.
    Inoltre trovo che sarebbe meglio un partito con poche donne veramente motivate e preparate, alle quali venissero affidati compiti di rilievo e rappresentanza ,che un partito pieno di donne che non contano nulla, o quasi. Che poi tranne qualche raro caso è quel che accade adesso.
    Meglio poche ma buone, insomma, e soprattutto che contino davvero , allora sarebbe diversa la percezione della figura femminile in politica e forse si potrebbe sperare in un futuro migliore per tutte noi.

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