La ricchezza da che parte sta ? - di Maurizio Sorcioni
05/06/2006 -- Nelle province dove il Centro Destra ha raccolto alle ultime politiche più del 51 % (e si va dal 61% della provincia di Sondrio al 51% di Lecce), il valore aggiunto prodotto è pari al 47% del totale nazionale. Parallelamente dove il Centro Sinistra raggiunge o va oltre il 51% (ed anche in questo caso la variazione è rilevante e si passa dal 74% di Bolzano al 51% di Lucca) si registra una quota del Valore aggiunto pari al 47,5% del totale. Il restante 5,5% viene prodotto nelle province dove il risultato è più o meno paritario....
Il dibattito sull’esito delle elezioni politiche è stato aspro e i risultati della tornata amministrativa hanno, per certi versi, contributo a raffreddare le polemiche. Uno dei temi che, a ridosso del primo risultato, è stato sollevato con più veemenza dal centro destra è stato quello della divisione qualitativa dell’elettorato e cioè che la parte più produttiva del paese avrebbe votato contro Prodi, a favore del Centro Destra (e comunque contro la sinistra). Anche il tema delle cosiddette “irregolarità” ha a lungo animato il confronto. Tuttavia, a parte la riduzione del 61% delle schede bianche rispetto alla precedente elezione, fenomeno indubbiamente singolare, non sembrano emergere risultati anomali e comunque, si attende il verdetto della Commissione Parlamentare secondo le modalità istituzionali.
La questione della divisione qualitativa dell’elettorato merita invece qualche approfondimento in più. Per valutare se ed in che misura la parte più produttiva del paese abbia votato o meno per il Centro destra è necessario analizzare la geografia territoriale del voto e quella della ricchezza prodotta ossia: a)considerare il voto per bacini provinciali analizzando i dati relativi ai risultati della Camera che meglio rappresentano le diverse categorie di elettori; b)misurare la ricchezza prodotta dalle province attraverso il Valore Aggiunto (VA) ai prezzi base (al lordo delle imposte)[1], che consente di apprezzare la crescita del sistema economico provinciale in termini di nuovi beni e servizi messi a disposizione della comunità per impieghi finali. L’ISTAT ha pubblicato recentemente i valori provinciali relativamente all’anno 2003 (gli ultimi disponibili quindi) pari ad un totale di 1218 miliardi di Euro circa. Al fine di analizzare la quota di ricchezza prodotta è stata calcolata la quota percentuale di Valore aggiunto provinciale sul totale nazionale.
Nelle province dove il Centro Destra raccoglie più del 51 % (e si va dal 61% della provincia di Sondrio al 51% di Lecce), il valore aggiunto prodotto è pari al 47% del totale nazionale. Parallelamente dove il Centro Sinistra raggiunge o va oltre il 51% (ed anche in questo caso la variazione è rilevante e si passa dal 74% di Bolzano al 51% di Lucca) si registra una quota del Valore aggiunto pari al 47,5% del totale. Il restante 5,5% viene prodotto nelle province dove il risultato è ancora più incerto. Si tratta di bacini provinciali dove la differenza tra la percentuali di voto ai due schieramenti oscilla tra lo 0,1% e l’ 1,2% (ad eccezione di Oristano dove raggiunge il 2% a favore del Centro Destra che tuttavia raccoglie il 50% dei consensi).
L’affermazione quindi che la parte più produttiva del paese sia “schierata” appare assai poco corroborata dai fatti. Anche analizzando le province dove si registrano risultati decisamente più netti non si rilevano significative differenze. Volendo approfondire, infatti, considerando le province dove si è verificata una netta prevalenze di uno schieramento sull’altro (cioè maggiore del 60%) si osserva un sostanziale equilibrio. Sia nelle province dove è netta la maggioranza del Centro Destra sia in quelle dove il favore è per il Centrosinistra la quota di valore aggiunto prodotto oscilla intorno al 12% del totale nazionale. Del resto realtà come Bologna e Firenze, storicamente orientate a sinistra, compensano il Valore aggiunto prodotto dalle province di Brescia e Bergamo tra le più spiccatamente orientate con il Centro destra.
Anche considerando le 12 province più ricche (che sono anche le più grandi), dove il VA supera i 20 miliardi di euro, il risultato non cambia. In quelle dove è maggioritario il Centro Sinistra la quota complessiva di ricchezza prodotta è pari al 22% del totale mentre in quelle orientate verso il Centro Destra il VA raggiunge il 19%, segno, di nuovo, di un sostanziale equilibrio. La correlazione tra ricchezza prodotta ed orientamenti elettorali è praticamente inesistente su scala provinciale. Ma c’è di più. Anche considerando l’andamento dell’occupazione (tra il 2004 ed il 2005) o la variazione del valore aggiunto rispetto all’ anno precedente, le province dove prevalgono gli orientamenti di Centro Destra si comportano in modo assai simile a quelle dove prevale il Centro Sinistra, tanto da far pensare che il voto mantenga un forte connotato culturale ed ideale.
In altre parole l’Italia è una democrazia matura la cui la struttura sociale e produttiva, assai più complessa di come ce la restituiscono i media, è strettamente ancorata alle dinamiche di sviluppo locale e scompone e ricompone i propri orientamenti elettorali sempre più in relazione all’offerta politica, e sempre meno in relazione a posizioni “preconcette”. Immaginare che la parte più produttiva stia solo da una parte significa fare torto a questa grande intelligenza collettiva in un paese, che continua a vivere il confronto delle idee con grande passione e grande maturità civile.
[1]Si veda il Glossario del Dipartimento per le Politiche di sviluppo del Ministero del tesoro http://www.dps.tesoro.it/glossario.asp#V
Tabella 1 Province dove si registra una netta prevalenza elettorale del CS (> 60%) Percentuali di Voto alla Camera Aprile 2006
Province | Totale CS | TotaleCD | Differenza tra V%CD e V%CS | Valore aggiunto provinciale a prezzi di base anno 2003 (al lordo del SIFIM)- Milioni di euro | Tasso di disocc. Anno 2005 | % di Valore aggiunto prodotto sul totale nazionale | |
| Bolzano-Bozen | 74,6 | 20 | -54,6 | 14.468,50 | 2,8 | 1,2 | |
| Siena | 67,3 | 32,7 | -34,6 | 5.773,00 | 3,1 | 0,5 | |
| Firenze | 67,0 | 33 | -34,1 | 26.445,90 | 4,5 | 2,2 | |
| Livorno | 67,0 | 33 | -34 | 6.974,80 | 5,7 | 0,6 | |
| Reggio nell'Emilia | 65,7 | 34,3 | -31,4 | 11.963,60 | 3,2 | 1 | |
| Ravenna | 64,1 | 35,9 | -28,2 | 8.779,00 | 4,2 | 0,7 | |
| Crotone | 63,5 | 35,5 | -28 | 2.015,20 | 15,5 | 0,2 | |
| Bologna | 63,5 | 36,5 | -27 | 26.767,90 | 2,7 | 2,2 | |
| Pisa | 62,7 | 37,3 | -25,5 | 9.180,90 | 5,2 | 0,8 | |
| Nuoro | 62,2 | 35,3 | -26,9 | 4.174,00 | 10,3 | 0,3 | |
| Vibo Valentia | 61,3 | 38,4 | -22,8 | 2.254,30 | 13,1 | 0,2 | |
| Modena | 61,2 | 38,8 | -22,5 | 18.319,10 | 3,7 | 1,5 | |
| Potenza | 61,2 | 38,3 | -22,9 | 5.975,80 | 12,4 | 0,5 | |
| Ancona | 60,2 | 39,8 | -20,5 | 10.480,80 | 4 | 0,9 | |
| Totale Quota Valore aggiunto 153.572,70 | | 12,6 | |||||
| Tabella 2 - Province dove si registra una netta prevalenza elettorale del CD (> 60%) Percentuali di Voto alla Camera Aprile 2006 | ||||||
Provincia | Totale CS | Totale CD | Differenza tra V%CD e V%CS | Valore aggiunto provinciale a prezzi di base anno 2003 (al lordo del SIFIM) - Milioni di euro | Tasso di disocc. 2005 | Percentuale di Valore aggiunto prodotto sul totale nazionale |
| Sondrio | 34,3 | 65,7 | 31,4 | 3.955,1 | 4,0 | 0,3 |
| Catania | 35,9 | 64,1 | 28,2 | 15.023,3 | 15,3 | 1,2 |
| Como | 36,3 | 63,7 | 27,3 | 12.196,0 | 4,1 | 1,0 |
| Verona | 35,2 | 63,4 | 28,2 | 20.252,5 | 4,4 | 1,7 |
| Messina | 37,7 | 62,3 | 24,7 | 9.850,6 | 13,1 | 0,8 |
| Latina | 37,9 | 62,1 | 24,3 | 10.421,7 | 9,5 | 0,9 |
| Bergamo | 38,2 | 61,8 | 23,6 | 24.105,3 | 3,2 | 2,0 |
| Imperia | 38,4 | 61,6 | 23,1 | 4.891,0 | 7,4 | 0,4 |
| Varese | 39,3 | 60,7 | 21,4 | 19.300,0 | 5,1 | 1,6 |
| Brescia | 40,0 | 60,0 | 19,9 | 28.670,8 | 4,2 | 2,4 |
| Totale Quota Valore aggiunto | 148.666,1 | | 12,2 | |||
Tabella 3. Percentuali di voto per coalizioni elezioni Camera Aprile 2006 . | ||||||
| Provincia | Totale CS | Totale CD | Differenza tra V%CD e V%CS | Valore aggiunto provinciale a prezzi di base anno 2003 (al lordo del SIFIM) In milioni di euro | Tasso di disocc. 2005 | Percentuale di Valore aggiunto prodotto sul totale nazionale |
| Milano | 47,5 | 52,5 | 4,9 | 120.720,7 | 4,2 | 9,9 |
| Roma | 52,3 | 47,6 | -4,7 | 98.684,9 | 7,3 | 8,1 |
| Torino | 55,4 | 44,6 | -10,9 | 54.712,5 | 4,8 | 4,5 |
| Napoli | 52,4 | 47,3 | -5,1 | 42.196,2 | 17,1 | 3,5 |
| Brescia | 40,0 | 60,0 | 19,9 | 28.670,8 | 4,2 | 2,4 |
| Bologna | 63,5 | 36,5 | -27,0 | 26.767,9 | 2,7 | 2,2 |
| Firenze | 67,0 | 33,0 | -34,1 | 26.445,9 | 4,5 | 2,2 |
| Bergamo | 38,2 | 61,8 | 23,6 | 24.105,3 | 3,2 | 2,0 |
| Bari | 47,0 | 52,9 | 5,9 | 23.461,3 | 13,5 | 1,9 |
| Padova | 41,3 | 55,8 | 14,6 | 20.981,2 | 4,4 | 1,7 |
| Verona | 35,2 | 63,4 | 28,2 | 20.252,5 | 4,4 | 1,7 |
| Genova | 57,8 | 42,2 | -15,5 | 20.156,0 | 5,5 | 1,7 |
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